L’azienda

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La Storia

Il Monastero, nasce il 5 Aprile dell’anno 2002 rilevando una Casa di Riposo per anziani gestita da un
Soggetto privato e costituendo una Cooperativa Sociale, che al 31/12/2011 annota n. 20 soci, uno dei
Quali è il Comune di Collazzone.
In data 25/07/2003 con atto n. 6977 la Cooperativa è stata autorizzata dal competente Servizio della
Direzione Regionale Sanità e Servizi Sociali all’esercizio dell’ attività di Residenza Protetta per anziani
Non autosufficienti per n. 20 posti letto.
Il diritto alla convenzione, cioè partecipazione della A.S.L. n. 1 al 50% del costo del soggiorno, fissato
Dalla Regione, è dato ad anziani riconosciuti non autosufficienti dalla commissione U.V.G, composta
Dal medico sanitario e dall’ assistente sociale territoriale.
Possono entrare in struttura anche persone non autosufficienti non in convenzione con la A.S.L.
N 1, qualora vi fosse la disponibilità di posti letto nei 25 autorizzati per non autosufficienti.
L’ immobile non è di proprietà della Cooperativa è infatti in locazione ed è situato all’interno del centro
Storico di Collazzone, facilmente accessibile, da mezzi privati o di soccorso.
Oggi è un importante punto di riferimento per l’assistenza agli anziani provenienti dal territorio
Dell’azienda Unità Sanitaria Locale Umbria n. 1, che a novembre 2013 ha conseguito l’Accreditamento
Istituzionale dalla Regione Umbria con Determinazione Dirigenziale n. 8809 del 21.11.2013.

Essere Parte del Territorio

Per non essere considerati un’enclave del territorio di riferimento bisogna che la Residenza sia sempre aperta alle diverse realtà e parte integrante di esso, proponendo continuamente attività ed iniziative aperte a tutti. Si tratta di avere rapporti e stilare dei progetti che coinvolgano tutti i soggetti del volontariato sociale: dai giovani agli anziani. In tal senso gli spettacoli, le feste, la sagra, l’università della terza età, sono iniziative che “Il Monastero” deve portare avanti con una doppia ottica: la validità dell’iniziativa per l’interno e l’apertura anche all’esterno.
Bisogna avere l’obiettivo di utilizzare il territorio come arricchimento di “Il Monastero” e viceversa.
Oltre che alle associazioni ed alle istituzioni il discorso deve essere rivolto proprio a tutti i cittadini.

 

Caratteristiche della Struttura

La struttura, situata nel centro storico di Collazzone, era un antico convento di monache Clarisse, da qui il nome di Monastero, ha una capienza di 25 posti letto.
L’ospitalità è assicurata in camere singole e doppie.

Al piano terra è situata la sala da pranzo mentre al primo piano si trova la cucina ed un vasto salone di soggiorno utilizzato dagli ospiti durante la giornata; al secondo piano oltre alle camere abbiamo l’ambulatorio per l’attività che svolgono gli infermieri ed il Direttore Sanitario; al terzo piano si trovano altre camere ed una sala molto ampia dove si effettua la fisioterapia. Tutti i piani sono collegati da un idoneo ascensore.
Il soggiorno delle persone che hanno soddisfacenti condizioni fisiche è assicurato, nei periodi stagionali più favorevoli, dal contesto urbano in cui la struttura è situata, fatta da piazze e vie contigue, che permettono un certo rapporto sociale con gli abitanti di Collazzone; tutto in un complesso urbano a misura d’uomo anche dal punto di vista climatico.

 

Libertà di Movimento

Compatibilmente con il suo stato di salute il Residente può muoversi liberamente all’interno del nucleo, della struttura ed andare all’esterno. Occorre anzi favorire l’uscita dalla Residenza ed incoraggiare i contatti, o i brevi ritorni a casa o dai suoi cari. “Il Monastero” è una residenza e chi vi abita deve considerarsi come a casa propria, pertanto l’anziano deve essere libero di scegliere in ogni momento senza vincoli eccessivi.
Deve essere messo in atto il principio delle “porte aperte”, dove il controllo non deve limitare la libertà di movimento. Il discorso vale anche per i parenti, che occorre coinvolgere il più possibile, cioè non ci devono essere orari , ma libertà di entrata.

 

Modello Organizzativo

La cooperativa, che gestisce la struttura, ha l’obiettivo principale di fornire ai residenti un’assistenza qualificata per tutti i servizi erogati. L’attività principale è quella dell’assistenza socio sanitaria, che è supportata da servizi alberghieri di buon livello (cucina, lavanderia, manutenzioni….), tutte le prestazioni rispondono, il più possibile, ai bisogni degli anziani. Il metodo di lavoro si basa sull’ équipe assistenziale, dove le diverse professionalità si incontrano per elaborare e verificare i piani di assistenza individuali e per affrontare i problemi del servizio. Le responsabilità sono diffuse ai vari livelli e gli operatori lavorano con professionalità.
La relazione che si instaura fra operatori e residenti è alla base del servizio offerto.
L’organizzazione è orientata alla flessibilità per capire e cercare di mettersi al servizio del cliente.

 

Diritto di Scelta

L’accesso è riservato a coloro che scelgono “Il Monastero“ come intervento assistenziale migliore per la loro situazione nell’ambito del piano personalizzato di intervento definito dal servizio sociale competente. All’interno della struttura il residente ha diritto ad essere coinvolto e concordare il proprio piano assistenziale. Deve essere sempre preventivamente informato sugli interventi sociosanitari a lui rivolti.
Oltre che nelle attività assistenziali tale diritto deve esercitarsi anche in quelle alberghiere, sulla partecipazione alle attività di socializzazione, sull’organizzazione della propria giornata e della propria vita.
Qualora l’anziano non sia in grado di poter scegliere il discorso va traslato alla famiglia.

 

La Qualità della Vita

L’anziano è inserito in una nuova comunità, ma ha diritto a conservare le sue abitudini e i suoi obiettivi di vita, la sua privacy. Molto importante è seguire l’inserimento, con le relative procedure per l’accoglienza. Il compito principale degli operatori è quello di creare un clima che assicuri ai residenti gli stimoli necessari per partecipare attivamente alla vita quotidiana, creando delle valide aspettative di vita.
In questo contesto l’animazione, la terapia occupazionale, la riabilitazione,le attività ricreative e di socializzazione sono parte essenziale dei programmi per garantire un’elevata qualità della vita agli anziani residenti. Occorre puntare a sentirsi parte ed inseriti nella comunità “Il Monastero”.

 

L’Autonomia della Persona

La massima libertà la si può mettere in atto quando siamo autonomi, pertanto diventa importante cercare di rendere i residenti più autonomi e liberi possibile. Si deve partire dal presupposto che non esistono tipologie già confezionate: allettati, cateterizzati, impiagati, incontinenti…., ma che spesso è l’organizzazione che li categorizza. Allora bisogna pensare sempre che gli interventi ed i piani che si mettono in atto sono importanti per migliorare una situazione, per cambiarla. Così diventa essenziale lavorare tutti (tutti gli operatori delle diverse professionalità, i parenti, gli specialisti….) con un unico obiettivo: quello del recupero delle funzioni o al mantenimento, o comunque a prevenire un eventuale peggioramento. Inoltre è essenziale che questa attività sia estesa ad ogni azione della vita quotidiana (dall’alzarsi all’igiene, dal mangiare, all’andare in bagno) per rendere attivo continuamente l’anziano, cercando così di non fargli perdere certe abilità, ma anzi incentivandolo a fare. In quest’ottica sarebbe sbagliato sostituirsi all’anziano nelle attività, ma l’operatore deve essere un supporto per aiutarlo a fare. Quindi l’obiettivo è lavorare per rendere l’anziano più autonomo possibile nello svolgimento delle attività di vita quotidiane.

 

Centralità della Persona

L’obiettivo fondamentale è quello di fornire un’assistenza personalizzata ed umanizzata dove al centro di tutto sia l’Anziano-Persona.
L’anziano che entra a “Il Monastero” è una Persona con tutti i suoi diritti, che gli devono essere garantiti in ogni momento. Non è una categoria, non è una tipologia, né tanto meno un ricoverato, un paziente e neanche un ospite, ma è un “Residente”, che si è trasferito ad un nuovo indirizzo e che ha diritto a portarsi dietro il suo vissuto, la sua personalità, i suoi valori, i suoi affetti.
Il rapporto fra persone,operatori e residenti, è fondamentale ed è terapeutico.

 

Rapporti con i Servizi Territoriali

“Il Monastero” non è un terminale di un percorso assistenziale, ma collabora attivamente con i servizi sociali di zona per assicurare la continuità assistenziale. In tale ottica si inserisce a pieno nella programmazione socio-sanitaria di zona, essendo una struttura a disposizione dei comuni che gravitano nella ASL N.2, inserita pertanto organicamente nella rete dei servizi.

 

Eguaglianza e Equità

Per poter essere ammessi al Monastero occorre l’autorizzazione del servizio sociale del territorio.
Per garantire imparzialità nell’accesso alla struttura viene tenuta una lista d’attesa da parte della A.S.L. N.2 e dai suoi servizi sociali, con punteggi assegnati oggettivamente ed in base a criteri stabiliti, pertanto tale graduatoria è gestita dalla stessa.
Per quanto riguarda le prestazioni abbiamo superato il concetto generico di dare a tutti la stessa assistenza, per passare a quello più qualificante di dare ad ognuno secondo i suoi bisogni.
Ogni anziano ha diritto a prestazioni commisurate alle sue necessità.

Diritto di Cittadinanza

Gli anziani ospitati al Monastero non sono “ricoverati”, né “ospiti”, né “pazienti”, ma persone residenti con tutti i loro diritti. Sono cittadini che abitano nella comunità del Monastero di cui sono parte, ma al tempo stesso sono persone con la loro specificità, la loro storia, il loro carattere, le loro idee, la loro personalità, i loro affetti, i loro bisogni.
Il personale è impegnato a garantire la piena affermazione del loro diritto di cittadinanza e a dare risposte appropriate ai loro bisogni, cercando di garantire loro la più alta qualità della vita possibi